Modena: scudetto sfiorato nel touch rugby

Riportiamo l’articolo del Resto del Carlino del 16 settembre 2009, a firma di Doriano Rabotti  (allegato il PDF dell’articolo)
Raggianti per il secondo posto

Raggianti per il secondo posto

Scudetto sfiorato nel touch rugby

Modena ‘solo’ seconda ma con il sorriso

DOVEVA ESSERE una simpatica Babele nata quasi per scherzo, alla fine ha rischiato di trasformarsi nella prima squadra (foto) scudettata nel touch rugby. I ragazzi di Modena sono arrivati ‘soltanto’ secondi, nel campionato che domenica ha assegnato il tricolore della neonata disciplina (almeno in Italia) al Bandiga di Rovigo. Ma sono contenti lo stesso, perché pur avendocela messa tutta in campo, erano partiti solo per divertirsi. E in fin dei conti forse quel titolo l’avrebbero anche meritato, perché i veneti l’hanno ottenuto grazie a una formula un po’ particolare. Sul campo, Modena aveva vinto due confronti diretti su tre, aggiudicandosi anche due dei quattro raggruppamenti, quello di Opera nel milanese e quello iniziale di Taranto.

ALLA FINE solo la somma dei punti totali ha penalizzato la squadra modenese, che comunque non se l’è presa. Perché fin dall’inizio lo spirito con cui il gruppo multietnico ha affrontato l’avventura è quello che l’ha portato, per esempio, a cenare alla sagra di Ceraino con carne salà, luccio e polenta dopo il torneo di Dolcè, nel terzo tempo che ha reso famoso i fratelli maggiori del rugby. Il ‘touch’, per spiegarlo semplicemente, è una variante poco traumatica dello sport della palla ovale: si gioca in sei su campo ridotto, con squadre di sesso misto, e senza placcaggi. Basta ‘toccare’ l’avversario per fermarne l’azione. Da qui il nome.

MODENA ha sfiorato lo scudetto con un gruppo che sembrerebbe scelto dallo sponsor, la scuola internazionale di Montale (tecnicamente la squadra è tesserata per la Polisportiva Baggiovara). Gli italiani sono Giovanni Sonego, Mattia Simoni, Enrico Ferrari, Fabrizio Ranuzzi, Piercarlo Falagiani, Nicola Paradiso, Silvia Lombardi e Gabriele Michelini. Gli altri vengono da quattro continenti diversi: dall’Inghilterra Michael e Kathrin Ramsay e James Hebble Kay, dalla Francia Remi Romeder, dall’Australia Michael Betar, Damien Richardson, Lisa Mc- Quade e Paul McGilveray, dalla Nuova Zelanda Sam Hamilton, dagli Stati Uniti Jackie Bruhnke e Bridget Dullea, dal Marocco Mustafa Bougamaa, dal Brasile Luciana Betar. Si sono avvicendati nei diversi tornei, giocando anche piuttosto bene: «Rovigo aveva un’ottima organizzazione di gioco, ma noi non abbiamo mai fatto calcoli» racconta Giovanni Sonego, uno dei motori della squadra, che ha un passato discreto nel rugby a quindici anche dalle nostre parti ma in città è decisamente più conosciuto per essere stato il primo a portare Internet a Modena, diciassette anni fa. Ma questa è un’altra storia.

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